Santuario dell’Isola di Barbana

a Grado

Sulla piccola isola di Barbana, nella laguna di Grado, si trova l’omonimo Santuario mariano, oggi sede di una comunità di Frati Minori Francescani. Esplora la laguna assieme a noi!

Santuario Barbana Grado

El Perdòn de Barbana

La piccola Isola di Barbana si trova nella laguna di Grado, a 5 chilometri dalla città. Il suo nome deriva probabilmente da Barbano, un eremita del VI secolo che viveva nel luogo e che raccolse attorno a sé una comunità di monaci.

Sull’isola c’è un piccolo porto, quindi oltre che con il servizio traghetto è possibile raggiungerla anche con imbarcazioni private.
È davvero un’isoletta molto piccola: oltre alla Chiesa e ai suoi edifici non vi è nulla, solo un grande giardino che dà sul mare.

Santuario Barbana Grado
Santuario Barbana Grado
Santuario Barbana Grado

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L’Isola di Barbana si raggiunge con un servizio regolare di traghetti che parte dal canale della Schiusa. Nella mappa qui sotto potete trovare l’esatta posizione della partenza dei traghetti (noi abbiamo avuto qualche difficoltà a trovarla!)

Il biglietto intero costa 6€ a/r e si acquista direttamente alla partenza. Il viaggio dura una ventina di minuti ed è molto tranquillo, Lisa che soffre (tantissimo) di mal di mare non ha avuto alcun problema. Il percorso in mezzo alla laguna è molto carino, soprattutto quando si sta per arrivare e il santuario si staglia nitido di fronte a voi, circondato soltanto dall’acqua.

Sul sito motoscafistigradesi.it trovate tutti gli orari e le tariffe. Se ci andate a breve, considerate che rispetto al sito ci dovrebbe essere un’orario di partenza da Grado in più (ore 16.00) e uno di rientro da Barbana in più (ore 17.30) ma non sappiamo dirvi se era solo per quel giorno o per un periodo più lungo.

Santuario Barbana Grado
Santuario Barbana Grado
Santuario Barbana Grado

Il Santuario, secondo la tradizione, risale al 582 d.C., quando la città di Grado fu minacciata da una mareggiata. Al termine della tempesta, sull’isola venne ritrovata una statua della Madonna qui trascinata dalle onde forse dall’Istria, e qui il patriarca di Grado Elia fece erigere un sepolcro come ringraziamento per aver salvato la città.

Nel corso dei secoli il santuario restò abbandonato per due volte e lasciato decadere fin quasi alla demolizione, ma per fortuna fu riaffidato ai frati minori conventuali, che lo restaurarono ampliando il convento e dedicando la chiesa alla Immacolata Concezione.

Sull’isola si trovano solamente la chiesa in stile neoromanico, dei primi del ‘900, e il suo campanile, la cappella dell’apparizione e alcuni edifici dove risiedono i monaci (oltre alla “Mensa del Pellegrino”, ristorante che propone un menù fisso).

Il Santuario è meta di pellegrinaggi ed è aperto a gruppi parrocchiali per ritiri spirituali ma anche per ritiri meno “osservanti” di 3/5 giorni in cui viene richiesta la partecipazione solo alla messa. Un vero e proprio ritiro spirituale che secondo noi farebbe bene a tutti, per staccare dalla vita frenetica e trovare un po’ di pace in questa minuscola isoletta.

Se non volete partecipare alla messa o fermarvi a pescare o a mangiare qualcosa, la visita di un’oretta è più che sufficiente. Vi consigliamo di fare una bella passeggiata e godervi la pace e la serenità che si respira in questo angolino gradese.

El Perdòn de Barbana

Ogni anno la prima domenica di luglio si svolge la tradizionale processione El Perdòn de Barbana, guidata dalla Battella, l’imbarcazione che trasporta la statua della Madonna degli Angeli custodita nella basilica di Grado, cui segue un corteo di barche addobbate con bandiere e ortensie.

grado battistero
Santuario Barbana Grado
Santuario Barbana Grado

Ricetta:
Boreto gradese rivisitato

 

In questa ricetta voglio raccontare la semplicità, perché è nel pensiero di molti l’idea che il pesce sia un alimento difficile da preparare e costoso, ma se impariamo ad utilizzare il nostro pescato locale possiamo davvero creare dei piatti speciali e versatili.

Per questa ricetta mi sono ispirata al Boreto gradese, una zuppetta di pesce semplicissima preparata con quello che il mare nella notte aveva offerto.
Preparata tradizionalmente con pesce azzurro, nella mia versione ho aggiunto anche dei moscardini e delle vongole, tutto rigorosamente dell’Adriatico.

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